A fan’s view: Celtic

CELTIC (4-2-3-1) Zaluska; Ambrose, Denayer, van Dijk, Izguirre; Kayal (Brown 46) Bitton; McGregor, Stokes, Tonev (Commons 46); Guidetti (Scepovic 76)

Not Used: Gordon, Berget, O’Connell, Henderson

MOTHERWELL (4-5-1) Twardzik; Kerr, O’Brien, McManus, Ramsden; Law, Reid, Lasley, Vigurs (Carswell 76), Francis-Angol; Sutton (Erwin76)

Not Used: Neilsen, Ainsworth, Lawson, Leitch, Ojamaa

Marcatori: Commons 68′- Sutton 19′

Kris-Commons-Celtic-Motherwell

Che a guardare la partita col Motherwell non avrei passato un bel pomeriggio ci ho messo poco a capirlo; il tempo necessario per collegarmi a Celtic TV e vedere lo streaming saltare. Smanetta di qua, smanetta di là, il collegamento riprende nel momento stesso in cui Stokes perde palla a centrocampo. Inutile dire – ma devo farlo per dovere di cronaca – che la squadra si è ritrovata tutta sbilanciata in avanti, così i Wells ripartono belli rapidi in contropiede e per John Sutton è anche fin troppo facile girare in rete il cross di Law. Si comincia bene direi, in 20 minuti di partita son riuscito a vedere una sola azione ed è coincisa con un gol regalato agli avversari.

Scusate se sembro ripetitivo, ma la reazione del Celtic allo svantaggio è ancora una volta inesistente. Ci prova Denayer da distanza siderale, ma, per quanto precisa la sua conclusione, i troppi metri che la separano dall’estremo difensore ospite la rendono del tutto innocua.

Intanto lo streaming comincia a ballare un po’, esattamente come la difesa del Celtic. Lasley butta un pallone nell’area bianco-verde e dobbiamo ringraziare il buon cuore di Sutton se non finiamo sotto di due.

Nella ripresa i Bhoys tirano fuori la testa – ma non troppo eh – e sugli sviluppi di un corner Van Dijk per poco non annulla lo svantaggio. Si arriva al minuto 68 e l’arbitro, generoso come pochi, concede un rigore per un fallo più che dubbio di Law su Brown. Prendi e porta a casa, sul dischetto ci va Commons, il tiro è praticamente centrale, ma tanto basta a bucare Twardzik. 1-1 palla al centro.

A questo punto il Celtic comincia a credere di poterla anche vincere questa partita, dato che i Wells smettono di giocare (probabilmente si accontentano di strappare un pareggio in casa dei campioni in carica). Ci provano uno via l’altro McGregor, Izaguirre, ancora McGregor e Scepovic. Peccato che Twardzik sia bravissimo a difendere la sua porta.

Finisce così, con un punto che lascia ancora una volta l’amaro in bocca e la certezza che, se Deila non raddrizza al più presto qualcosa, vincere il campionato quest’anno non sarà cosa né facile né sicura.

di Alessandro Girola

A fan’s view: Celtic

CELTIC (4-2-3-1) Gordon; Ambrose, van Dijk, Denayer, Izaguirre; Brown (Kayal 60), Johansen; McGregor, Tonev (Bitton 70), Commons; Scepovic (Guidetti 60).
Not used: Zaluska, Stokes, Wakaso, O’Connell

ABERDEEN (4-2-3-1) Langfield; Logan, Taylor, Reynolds, Considine (Rooney 76); Jack, Flood; Low (Monakana 62), Pawlett, McGinn; Goodwillie.
Not used: Brown, Murray, Robson, Wright, Smith

Marcatori: Denayer 6, Commons 46 – Goodwillie 60

commons

A differenza di quanto mi accade di solito, questa volta la pausa del campionato per le nazionali l’ho accolta come una sorta di ancora di salvezza per la squadra. Un’occasione lunga quindici giorni per permettere a Ronny Deila di schiarirsi le idee (o fare pace col cervello), lavorare con calma sull’assetto tattico, valutare i nuovi arrivati e recuperare qualche infortunato. Il capitano Scott Brown su tutti, perché è evidente a chiunque capisca un minimo di calcio quanto la sua grinta e il suo carisma ci siano mancati in questo sconcertante avvio di stagione.

La partita inizia e il vantaggio arriva presto, dopo soli 6 minuti. Dagli sviluppi di un corner, Ambrose va alla conclusione a botta sicura, Denayer si trova sulla traiettoria e ci mette la deviazione decisiva che beffa il portiere ospite Langfield. Per il giovane difensore belga è la seconda rete stagionale.

Qualche minuto più tardi si fa notare quello che dovrebbe essere il vero colpo di mercato del Celtic: Stefan Scepovic (sono stati ben 4 i milioni di sterline versati nelle casse dello Sporting Gijon). Commons verticalizza, l’attaccante serbo scatta e va alla conclusione beffando l’estremo difensore avversario, ma ci pensa la bandierina alzata del guardalinee a negargli la gioia di un gol all’esordio.

Il primo tempo prosegue a senso unico con i Bhoys che mettono sotto pressione più volte l’Aberdeen. Intorno alla mezzora il raddoppio viene sfiorato in almeno tre occasioni, ma né Commons, né Tonev, né McGregor riescono a mettere il risultato al sicuro.

Rimane in ogni caso una prima frazione di gara bella e intensa, che non manca di regalare altre emozioni. Prima Commons va ancora una volta vicino al gol con un gran sinistro a giro da fuori area, poi, al minuto 44, l’Aberdeen prova a tirare fuori la testa dalla sabbia in cui si era nascosto a mo’ di struzzo. E per poco non mette a segno il colpaccio. Ma fortunatamente il pericoloso cross di Low attraversa tutta l’area piccola senza che nessuno ci metta la zampata decisiva.

La ripresa inizia seguendo lo stesso copione della prima metà, ovvero col Celtic subito in gol. McGregor libera Commons che questa volta non sbaglia, lasciando a Langfield il compito di raccogliere il pallone in fondo alla rete.

Sotto per 2-0, i Dons provano a reagire, ma il tentativo di Pawlett è troppo centrale per impensierire un attento Craig Gordon.

Al 56’ Commons si mette in mostra ancora una volta, peccato che la sua conclusione dalla distanza si spenga in un nulla di fatto dopo aver accarezzato la traversa.

Pochi minuti più tardi il Celtic si ricorda di essere il Celtic e decide di complicarsi la vita. La marcatura di Ambrose su Consodine non è propriamente arcigna (tanto per cambiare), la torre di quest’ultimo per Godwillie invece è perfetta e l’ex Dundee United accorcia le distanze con un comodo appoggio.

Subito il gol la squadra va in bambola e gli ingressi di Kayal e Guidetti non servono a dare la scossa sperata. Così, a dieci dalla fine, si sfiora il dramma. Il Celtic si sbilancia in avanti lasciando via libera a Logan che parte in contropiede e crossa al centro. Sul pallone arriva Kayal, che anticipa McGinn mancando una clamorosa autorete solo per miracolo.

Il triplice fischio dell’arbitro è un vero e propria serie di sospiri di sollievo.

Il 2-1 finale regala 3 punti, ma lascia ancora qualche dubbio sulla tenuta mentale della squadra; ogni volta che si subisce una rete non si riesce mai a reagire.

Il premio di migliore in campo va a Kris Commons, la cui prestazione è un chiaro messaggio per Deila, reo di averlo escluso un po’ troppo ultimamente: non lo si più lasciare fuori. Semplicemente perché è il miglior giocatore dell’intera rosa.

di Alessandro Girola

A fan’s view: Rangers

Raith Rovers-Rangers 0-4

RAITH ROVERS (4-4-1-1): Laidlaw; Thomson, Perry, Watson, McKeown; Scott, Moon, Fox, Conroy; Vaughan (Anderson 59); Stewart

SUBS NOT USED: McGurn, Elliot, Callachan, Ellis, Robertson, Bates

RANGERS (4-4-2): Simonsen; McGregor, Mohsni, McCulloch, Wallace; Aird, Black, Law, Macleod (Daly 77); Clark (Templeton 70), Boyd (Shiels 77)

SUBS NOT USED: Robinson, Smith, Zaliukas, Peralta

GOALS: Clark 16, Black 38, Law 39, McCulloch 71pen

REF: Brian Colvin

Black

Nonostante mi aspettassi una partita combattuta e un atmosfera ostile, e’ stato un vero e proprio massacro. Venerdì sera al pub, pochi minuti prima del kick off, avevo fatto presente questi timori anche ai miei amici al seguito che mi hanno puntualmente perculato dopo ogni goal dei Rangers. 90 minuti perfetti per gli uomini di Ally McCoist: nessuna sbavatura difensiva, molta precisione e concretezza a centrocampo e il giusto cinismo in avanti. Già, il giusto, perchè se è vero che Clark ha segnato e convinto, Boyd non è ancora riuscito a timbrare il cartellino. Le occasioni per farlo le ha avute ma gli è sempre mancato quell’attimo decisivo che ha saputo sfruttare da maestro durante tutta la sua carriera. Noi continuiamo ad aspettarlo, nella speranza che abbia conservato quei goals per l’impegno di coppa contro l’inverness CT. Chi invece è riuscito a cambiare rotta è stato Bilel «cavallo pazzo» Mohsni. Il tunisino, infatti, ha fatto una gara impeccabile dal punto di vista puramente difensivo. Una rondine non fa primavera, è vero, ma rispetto alle ultime uscite è riuscito a farmi stare più tranquillo ogni volta che il pallone arrivava nei suoi paraggi. L’episodio chiave del match è stato il goal di testa di Clark al 16′ su un bel cross di Fraser Aird dalla fascia destra. Da lì in poi il match è stato letteralmente in discesa. A pochi minuti dalla fine del primo tempo la bomba di Ian Black da fuori area, deviata da un difensore, e il tiro piazzato del solito Nicky Law hanno decretato la fine dei giochi con 45 minuti ancora da vivere. Nel secondo tempo c’è stato spazio anche per Shiels, Daly, e Templeton: senza dubbio una panchina extra lusso per la championship scozzese. Temps, alla seconda palla toccata, con uno splendido tocco sotto, ha innescato la corsa di Wallace che è stata poi fermata fallosamente in area di rigore da un difensore avversario. La matematica non è un opinione: McCulloch + rigore = goal, 4-0 al 71′. Travelling supporters in festa e risultato in cassaforte. Le domande sono: dove finiscono i demeriti del Raith Rovers ed iniziano i meriti dei Rangers? Una squadra con Ross Perry come titolare può definirsi credibile?

…Le risposte arriveranno con il prosieguo del campionato!

C’mon the Gers

di Leonardo Aresi

A fan’s view: Inverness CT

PARTICK THISTLE 3-1 INVERNESS CT ( Doran 13′, Lawless 19′, Osman 23′, Higginbotham 72′)

ICT

L’inverness è andato subito a segno con Aaron Doran. I padroni di casa hanno poi ribaltato il risultato. Nonostante ciò, il Caley ha avuto la meglio in gran parte del primo e secondo tempo. Dopo varie occasioni da gol, il Partick ha risposto in grande stile ed ha pareggiato grazie a Lawless, che tagliando da sinistra ha realizzato un bel gol. Questo è stato il primo gol subito dai Caley Jags in questa stagione. Gli ospiti hanno poi aumentato il ritmo creando una meravigliosa azione da gol, ma quando la palla è arrivata a Watkins, quest’ultimo ha sbagliato calciando sopra la traversa. Il secondo gol è arrivato in maniera roccambolesca ed è stato messo a segno da Osman al minuto 23’. Ad inizio secondo tempo la partita è stata “tranquilla” con poche occasioni da rete, ma verso il 72’ è arrivato in maniera spettacolare il 3-1 di Higginbottam: Stevenson innesca Lawless che partito sulla destra fa uno scatto bruciante e crossa nella parte opposta trovando Higginbotham che centra l’obiettivo dai 25 metri. L’inverness ha provato a reagire ma non c’è stato nulla da fare, purtroppo è arrivata la prima sconfitta in campionato. I Jags rimangono comunque in testa a 13 punti insieme al Dundee United e all’Hamilton Academical, prossimo impegno in coppa contro i Rangers Glasgow sperando di riprendere subito a vincere!

di Tia Parola

A fan’s view: Rangers

Rangers vs Queen of the South 4-2

RANGERS (4-4-2): Simonsen; McGregor, Zaliukas (Black 46), Mohsni, Wallace; Peralta (Templeton 46 (Miller 84)), McCulloch, Law, Macleod; Boyd, Clark

SUBS NOT USED: Robinson, Smith, Faure, Shiels

GOALS: Zaliukas 26, Templeton 46, Mohsni 63, Miller 86

QUEEN OF THE SOUTH (4-4-1-1): Clark; Dowie, Durnan, Higgins, Holt; Carmichael, Kidd, Dzierzawski, Russell (D. Smith 68); Lyle; Reilly (Baird 65)

SUBS NOT USED: Atkinson, Slattery, Hooper, A, Smith

GOALS: Reilly 21, Russell 36

Templeton

Il primo ricordo che ha affiorato nella mia mente quando Sabato mi sono collegato ad Ibrox Park con il solito streaming pirata, Dio lo benedica, è quello della finale di Scottish Cup 2008. Quel pomeriggio il Queen of the South riuscì a darci del filo da torcere rimontando in modo insperato il nostro 2-0 per poi soccombere sotto i colpi di Kris Boyd. Anche stavolta è stato un bel da farsi per i Rangers e proprio il protagonista di quella finale è stato il giocatore da cui mi aspettavo di più alla vigilia in quanto ancora a secco in campionato dopo 3 giornate. L’avvicinamento alla gara non è stato dei migliori: mancanze di fondi a livello societario potrebbero portare alla cessione dei diritti del nome di Ibrox Park a Sportsdirect (che schifo!) o addirittura alla vendita del centro sportivo di Murray Park. L’ennesima nuvola nera incombe sul mare blu di Edmiston drive. Per l’occasione è stata messa in atto dai tifosi una protesta ai minuti 18 e 72 che ha previsto l’esibizione di cartoncini «red cards» verso la tribuna centrale dove i dirigenti sono soliti accomodarsi. Nei primi minuti di gioco il supporto dei tifosi per la squadra non è mancato comunque. Cori a ripetizione sono stati scanditi dal settore degli Union Bears e tutto il resto dello stadio li ha seguti per diversi tratti. Mi ha fatto piacere, in particolare, quando si è alzato lo storico coro «Davie Cooper on the wing». Il popolo lightblues non si dimentica mai delle leggende, è proprio vero! Sul campo c’è poco da essere contenti però. Dei Rangers imballati non sono riusciti a creare occasioni particolarmente pericolose, ritrovandosi sotto 0-1 al 21′ a causa di una orrenda copertura difensiva. Gli avversari, pimpanti e desiderosi, nonostante vengano riacciuffati dopo 5 minuti grazie ad un roccambolesco goal di testa del nostro Zaliukas dettato da una smanacciata inefficace del loro portiere, sono andati nuovamente in vantaggio al 36′ con un goal simile sempre per nostre mancanze difensive. I due centrali si sono fatti fregare entrambe le volte come due pivellini. Mohsni in questa stagione sta deludendo parecchio proprio perchè incapace di fare la cosa giusta sotto pressione degli attaccanti avversari. E’ un giocatore molto lezioso che ogni tanto sembra che stacchi la spina e il primo tempo di Sabato lo ha pienamente dimostrato. Per quanto mi riguarda non è un titolare. Il primo tempo si è chiuso con la regina del sud sopra di una rete nella nostra tana. Boyd, tanto atteso, non si è fatto vedere più di tanto e MacLeod, il giovane più talentuoso della rosa, ha sofferto i raddoppi sulla sua fascia di competenza. McCulloch come centrale di centrocampo non mi ha convinto per nulla. Nella ripresa, per fortuna, è stato scalato in difesa al fianco di Mohsni e in mediana ha preso il suo posto Ian Black. Personalmente quest’ultimo non mi è mai piaciuto come persona e giocatore. Troppo spesso ai tempi degli Hearts si è macchiato di comportamenti ed entrataccie fuori posto. La scorsa stagione è stato anche sanzionato dalla federazione per aver scommesso su più di 100 partite negli ultimi anni. Rimango coerente e perciò auspico che se ne vada al più presto dai nostri lidi. Il secondo cambio di McCoist però è stato di quelli vincenti: David Templeton. Il ragazzo, infatti, dopo appena sessanta secondi dall’ingresso in campo ha messo il proprio nome sul tabellino dell’incontro con una bordata dal limite dell’area dopo essere stato innescato da Boyd. Questa è stata la vera e propria svolta del match. Da lì in poi ogni giocatore ha alzato l’asticella del proprio rendimento e finalmente anche nelle retrovie è stata riacquistata solidità. Il 3-2 è arrivato al 63′ da calcio d’angolo grazie ad una bella incornata in tuffo di Bilel Mohsni. Il tunisino ha degli evidenti limiti difensivi ma sa rendersi sempre pericoloso quando si spinge in avanti. Al 84′ c’è stato anche il tempo per dare il bentornato al goal a Kenny Miller. La vecchia volpe del calcio scozzese, subentrato da appena due minuti, ha siglato il definitivo 4-2 con un bel tocco sotto a scavalcare il portiere su assist di testa di Boydy. In fin dei conti, nonostante sia rimasto ancora a digiuno, un secondo tempo positivo per «ciccio» Boyd che piano, piano sta riacquistando la forma migliore. Il risultato finale ci permette di rimanere alle calcagna degli Hearts che sono letteralmente scatenati e sembrano infermabili. Speriamo di poter gioire anche off the pitch ma credo che su questo fronte la situazione sia ancora più tragica degli schemi di Mister Ally McCoist…

Come on the Gers!

di Leonardo Aresi

A fan’s view: Celtic

CELTIC (4-2-3-1) Gordon; Matthews (O’Connell 46), Ambrose, Denayer, Izaguirre; Kayal (Bitton 69) Johansen; McGregor, Commons, Berget (Griffiths 42); Stokes

Not Used: Zaluska, Henderson, Pukki, Wakaso

DUNDEE (4-4-2) Letheren; McGinn, McPake, Konrad, Irvine; Roberts (Boyle 66), McAlister, McGowan, Stewart; Harkins (Ferry 58); MacDonald (Tankulic 58)

Not Used: Bain, Davidson, McBride, Wighton

Marcatori: McPake 1’; Griffiths 51’

Celtic

Provaci ancora, Ronny. Provaci, a lasciarlo fuori di nuovo. Provaci, a rinunciare nuovamente a lui. Perché nei tuoi deliri rivoluzionari – calcisticamente parlando, s’intende – a tenerti a galla nel maremoto cui stai permettendo di abbattersi su Kerrydale Street, è stato proprio lui: Leigh Griffiths.

Gli è bastato un tiro, un solo tiro, per evitarti l’ennesima sconfitta in un inizio di stagione tra i peggiori che si ricordino. E non è solo questione di risultati. È questione di mentalità e identità nel gioco. Eppure tu, un giovane signorotto norvegese che di mestiere sostiene di fare l’allenatore di calcio, ti eri presentato con la promessa di portare una ventata di aria fresca; un gioco volto a un grande possesso palla, con giocatori che si scambiano posizione tra loro in campo e il tanto osannato – non dal sottoscritto, sia ben chiaro – falso nueve. Tutto bellissimo, a parole. Peccato che il Camp Nou e la Catalogna siano qualche chilometro più a sud. Questa è la Scozia, amico. Questa è Glasgow. Questo è il Celtic.

Entrando nel merito della sfida di Dens Park contro il Dundee Football Club, Ronny Deila decide di cambiare qualcosa rispetto alla formazione che ha fallito l’accesso alla fase finale di Champions League perdendo in casa contro un modestissimo Maribor. Quindi fuori Lustig, Van Dijk e Mulgrew. Dentro ci vanno Matthews, Denayer e Commons. Ora, premesso che questi tre meriterebbero sempre un posto da titolare per quanto mi riguarda, vorrei spezzare una lancia a favore di uno degli esclusi. L’escluso in questione è Charlie Mulgrew, bocciato per le sue prestazione non certo positive. Fin qua tutto normale, no? Sì, tutto normale. Normale, se non fosse che viene sacrificato in ruolo, quello di vertice basso a centrocampo con compiti di impostazione, che non è certo il suo. Non so se Deila abbia mai visto qualche video o anche solo parlato col ragazzo chiedendo qual è la sua posizione in campo, fatto sta che Mulgrew è un difensore dai piedi educati in grado di giocare come sia come centrale – con maggiore affidabilità di un certo Ambrose – sia come terzino sinistro – con una percentuale di cross andati a buon fine nettamente superiore a quella di Izaguirre.

erò che posso farci, squadra che perde si cambia. Allora mi collego in streaming col mio pc con tutti i buoni propositi del caso, speranzoso di vedere dei miglioramenti rispetto alle uscite precedenti. In fin dei conti la speranza è l’ultima a morire.

Invece la mia di speranza muore subito, perché i padroni di casa partono alla grande. E dopo 51 secondi si ritrovano già in vantaggio grazie a McPake, che di testa beffa tutti sugli sviluppi di un corner. Ad aggiungere una vena comica a quella che si profila essere l’ennesima disfatta, ci si mette il fatto che il giovane McGregor (l’unico a salvarsi in questa prima fase di stagione) appostato sul palo liscia completamente il pallone.

Incassato il colpo il Celtic prova a ripartire, ma niente di eccezionale. Commons calcia alto da posizione defilata, prima che Stokes dimostrando almeno lui un po’ di determinazione liberandosi di McPake e Konrad guadagnando una discreta occasione. Occasione che si vanifica in un nulla di fatto perché il suo tiro è troppo debole per poter impensierire il portiere Letheren.

Col passare dei minuti vedo un Celtic incapace ancora una volta di imporre il suo gioco… ma quale gioco? e soprattutto incapace di reagire. La sensazione che si fa largo in me, ancora una volta, è che siamo diventati una squadra senza palle incapace di reagire quando va in svantaggio.

Ah, quanto mi manca Neil Lennon…

Con i Bhoys in bambola totale è il Dundee ad avere le occasioni migliori, che gli permetterebbero di chiudere la partita una volta per tutte. Roberts butta un pallone in area e MacDonald non aggancia il pallone del possibile raddoppio per una semplice questione di millimetri. Roberts ci riprova poco dopo, ma grazie a cielo Gordon si oppone con un grandissimo intervento.

Arrivati quasi alla fine della prima frazione di gara Deila dimostra un barlume di sanità mentale e decide di togliere il suo inutile pupillo Berget per dare spazio a quell’illustrissima testa di cazzo, ma grandissimo centravanti, che risponde al nome di Leigh Griffiths. È la prima volta che lo fa giocare per più di un quarto d’ora e sono proprio curioso di vedere cosa succederà.

Nella ripresa la musica sembra essere cambiata e come volevasi dimostrare il ragazzo venuto da Leith ci mette appena cinque minuti a sistemare le cose, complice anche una fortunata deviazione, con un rasoterra che si infila giusto giusto nell’angolo dove Letheren non può arrivare. Il classico gol dell’ex, dato che ha giocato nel Dundee tra il 2009 e il 2011 realizzando anche 21 reti in 47 presenze. A questo punto abbiamo dimostrazione di che personaggio incredibile sia Griffiths; prima esulta sotto il settore occupato dai tifosi biancoverdi, poi si volta verso i padroni di casa alzando le mani in segno di scusa.

Raggiunto il pareggio, il Celtic cresce. Il rovescio della medaglia è che, nella ricerca del secondo gol, la squadra si sbilancia troppo in avanti lasciando agli avversari la possibilità di colpire in contropiede. Solo un recupero provvidenziale di Denayer e un’altra bella parata di Gordon impediscono che il peggio ci faccia piombare di nuovo nella sconfitta.

La partita si chiude così sul risultato di 1-1. Un pareggio che allontana il Celtic dall’Inverness capolista e che fa piombare la squadra al quinto posto in classifica. È solo l’inizio, vero, ma se la rivoluzione di Deila è questa, non lascia ben sperare per il futuro.

Di Alessandro Girola

A fan’s view: Inverness CT

5° GIORNATA SCOTTISH PREMIERSHIP

INVERNESS  2-0  KILMARNOCK (Doran 75’, Tansey 80’)INVERNESS

L’Inverness Caledonian Thistle mantiene la testa della classifica della Scottish Premiership vincendo in casa contro il Kilmarnock. I due gol dei Caley Jags arrivano negli ultimi 15 minuti del secondo tempo, Aaron Doran insacca la palla da posizione ravvicinata per il primo gol, poi Greg Tansey colpisce il palo da 25 metri e il pallone rimbalza indietro colpendo sulla schiena Craig Sampson per poi finire in rete. I Killie hanno raramente minacciato gli uomini di John Hughes che continuano la loro striscia di imbattibilità di inizio stagione (4 vittorie e un pareggio). Il Caley Thistle tiene un un punto di vantaggio sulla coppia Hamilton Academical e Dundee United mentre il Kilmarnock di Allan Johnston finisce al quinto posto con sette punti in cinque partite.Il primo tempo è stato noioso con poche occasioni da entrambe le parti,tranne un tentativo di Doran che ha tirato sopra la traversa. Billy McKay ha provato poi un colpo attraverso l’obiettivo, ma è andato largo e i padroni di casa hanno continuato a premere.
Da sottolineare la bella prova di Doran a segno quest’anno per la seconda volta, ma tutto il team ha giocato bene meritando la vittoria, da sottolineare che L’ICT deve ancora subire un gol in questa stagione, segno che la difesa è una fortezza “delle Highlands”. Concludo dicendo che non mi aspettavo di trovare i Caley Jags al primo posto e sono sorpreso dalla fatica del Celtic Glasgow in questo inizio di campionato, forse c’è la possibilità quest’anno di vedere trionfare un’altra squadra diversa dalle solite Big di Glasgow? lo spero, a me piacerebbe vedere trionfare l’Inverness ma la stagione è ancora lunga, tutto può succedere…

Di Tia Parola